Wi-Fi progettato, non aggiunto
Copertura verificata su camere, aree comuni, piscina e spiaggia, dimensionata sul numero di dispositivi del pieno e non su quello dei posti letto.
Impianti, reti e Wi-Fi per hotel, villaggi e residence: progettati sapendo che i mesi che contano sono pochi e che un guasto, in quei mesi, si legge nelle recensioni.
Una struttura ricettiva concentra in poche settimane tutto il fatturato dell'anno. Gli impianti, però, vengono spesso pensati come in una casa.
Funziona a maggio con venti ospiti e crolla ad agosto con duecento dispositivi accesi. È la prima causa di recensione negativa, e la più facile da evitare in progetto.
Chi si collega dalla camera raggiunge la stessa rete su cui viaggiano prenotazioni, pagamenti e telecamere. È il modo più semplice per trasformare un ospite curioso in un problema.
Impianti fermi per otto mesi che ripartono tutti insieme a giugno: è allora che emergono i difetti, quando non c'è tempo per ripararli.
Rivelazione incendi, illuminazione di emergenza e registri di manutenzione: obblighi che una struttura ricettiva ha, e che si scoprono scoperti al primo controllo.
Copertura verificata su camere, aree comuni, piscina e spiaggia, dimensionata sul numero di dispositivi del pieno e non su quello dei posti letto.
Ospiti, gestionale, videosorveglianza e domotica su segmenti distinti: dalla camera si naviga, non si entra nei sistemi della struttura.
Clima e luci che si fermano quando la camera è libera o la finestra è aperta. In una struttura stagionale è la voce di spesa che si riduce per prima.
Interventi programmati fra ottobre e maggio, verifiche prima dell'apertura e assistenza concordata nei mesi in cui non ci si può fermare.
Sì, ma sono ambienti diversi da una camera: si progettano con apparati adatti all'esterno, alla salsedine e alla densità di persone. Il numero di punti si calcola sui dispositivi collegati contemporaneamente, non sui metri quadri.
Quando serve sì, concentrando le lavorazioni rumorose nelle fasce concordate. Ma nelle strutture stagionali conviene programmare gli interventi fra ottobre e maggio: costa meno e non incide sul soggiorno degli ospiti.
Le riprese non possono interessare camere, bagni e spogliatoi, l'informativa va esposta prima delle aree sorvegliate e i tempi di conservazione vanno contenuti. Se le telecamere riprendono zone in cui lavora il personale valgono anche gli obblighi verso l'Ispettorato del Lavoro.
È il caso in cui il conto torna meglio: i consumi si concentrano nei mesi di maggiore irraggiamento, quando i condizionatori lavorano tutto il giorno. Il dimensionamento va fatto sui consumi reali dei mesi di apertura, non sulla media annuale.
Sì. Le strutture ricettive hanno obblighi precisi su rivelazione, allarme e manutenzione periodica: possediamo l'abilitazione D.M. 37/08 lettere A, B e C e rilasciamo la dichiarazione di conformità.
Il periodo giusto per parlarne è adesso, non a giugno.
Richiedi un sopralluogoDiteci quante camere avete, quanti mesi restate aperti e cosa non ha mai funzionato bene.
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